Chi sono

Prima atleta. Poi, per scelta, psicologa dello sport.

Mi descrivo come una persona energica, espansiva ed entusiasta — chi lavora con me mi chiama “Katerpillar”. Sotto quell’energia c’è una sensibilità profonda verso ciò che vivono le persone che accompagno: nei primi colloqui mi lascio assorbire completamente da ciò che accade nella relazione.

Marta Gentile

La storia

Il legame con lo sport è arrivato prima della psicologia

Alle superiori un professore mi disse che la mia sensibilità avrebbe trovato spazio nella psicologia. Quelle parole sono rimaste, insieme a un legame profondissimo con lo sport, costruito da anni di agonismo nello sci di fondo.

Nel 2019 ho letto La pancia degli atleti di Barbara Rossi: in quelle pagine ho ritrovato qualcosa che avevo già vissuto, ma che non avevo ancora saputo comprendere davvero. Da lì la direzione verso la psicologia dello sport è diventata chiara — uno spazio in cui esperienza personale, sensibilità e professione potevano finalmente incontrarsi.

Ho cambiato università senza dirlo subito ai miei genitori, costruendo da sola un piano per recuperare gli esami e ottenere la borsa di studio. È stata la prima volta in cui ho capito una cosa che porto ancora nel mio modo di lavorare: si può cambiare strada, affrontare la fatica, e costruire qualcosa di coerente con ciò che si sente davvero.

Formazione ed esperienza

Sport vissuto e studiato, insieme

Formazione

Master in Psicologia dello Sport e laurea magistrale in Psicologia di Comunità — una doppia formazione che mi permette di lavorare sulla performance senza perdere di vista il benessere e il contesto in cui l’atleta vive.

Esperienza

Ho lavorato con bambini con autismo, coordinato colonie sportive e uno sci club, insegnato sport e seguito la preparazione mentale di atleti agonisti — sempre restando dentro il contesto sportivo reale, non solo in studio.

Il mio lavoro è una guida chiara ma aperta: indico una direzione, lasciando alla persona il tempo di costruire il proprio percorso.

— Il mio approccio professionale

Cosa guida il mio lavoro

Quattro valori, sempre presenti

Curiosità

Cerco connessioni tra emozioni, identità, performance e vita quotidiana — oltre la tecnica.

Passione

Per lo sport e per la psicologia dello sport: prima ancora che un metodo, è una storia personale.

Impegno

Percorsi strutturati, con tappe verificabili e strumenti realmente utili, non generici.

Dedizione

Presenza emotiva, attenzione e coinvolgimento autentico in ogni percorso, senza riserve.

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